Cercavo la mia compagna di viaggio. Sapevo che doveva avere buon naso, udito sensibile e occhi da falco. Sapevo che non doveva fermarsi davanti a niente: né freddo, né rovi, né acqua. Sapevo che doveva avere un cuore grande. Quello che volevo era un cane da ricerca.
Era l’inverno del 2005 e svolgevo servizio nell’Associazione Nazionale Carabinieri per il nucleo Protezione Civile: la mia idea era quella di fondare un’unità cinofila da soccorso persone disperse anche a Genova. Avevo tutta la buona volontà per iniziare quest’impresa, ma mi mancava l’altra metà della squadra: il cane. Tutti mi consigliavano di scegliere una tra le razze più classiche di questa disciplina, e probabilmente così avrei fatto, se nonché un giorno mi imbattei in un lupo. Era un Cane Lupo Cecoslovacco, e fu amore a prima vista. La notte stessa mi buttai a capofitto sulla rete per studiare lo standard caratteriale di questa razza: olfatto eccellente, tempra dura, istinto da predatore erano qualità ottimali per il mio obiettivo, ma quella nota di indocilità, quell’animo selvaggio potevano rappresentare un ostacolo … non abbastanza alto da impedirmi di fidarmi di quegli occhi fosforei. Il giorno dopo contattatai l’allevamento della Foresta Incantata, e andai a visitarlo. Ogni mio dubbio svanì nel vedere i lupi di Andrea Pecharovà che giocavano con suo figlio di otto mesi, e scelsi la mia cucciola. Earwen entrò subito nel nostro cuore.
Contattai il gruppo di Protezione Civile A.N.C. di Settimo Torinese per iniziare l’addestramento, ma fui subito scoraggiata: avevano già avuto a che fare con i lupi cecoslovacchi e la loro diffidenza nei confronti dell’uomo li rendeva inadatti a questa attività. Nonostante questo ci fissarono un appuntamento. Earwen li colpì, aveva solo quattro mesi e sembrava nata per la ricerca, inoltre la continua socializzazione con cani e persone a cui l’avevo abituata fin dai primi giorni aveva addolcito il suo spirito selvatico. Così mi diedero il loro sostegno e qualche buon consiglio e iniziammo il nostro allenamento. Le regole base per la ricerca in superficie sono le seguenti: ci si reca nella zona predisposta per l’addestramento dove un figurante si è già nascosto; il cane viene fatto scendere dalla macchina e gli viene infilata la pettorina da lavoro; gli viene dato il comando “cerca uomo”; il cane attiva tutti i suoi sensi utilizzando il cono d’odore aereo, la traccia terrena, eventuali rumori o indizi visivi, e si lancia alla ricerca senza però perdere il contatto con il conduttore; una volta individuato il figurante, il cane deve sedersi ad un metro di distanza da lui e abbaiare fino al sopraggiungere del conduttore; solo allora il cane verrà premiato con cibo, coccole e gioco; la pettorina viene tolta, il cane viene messo al guinzaglio e rientra con calma alla base con il “branco” formato da conduttore, figurante e lui stesso. Sono trascorsi più di due anni da quando Earwen ed io abbiamo iniziato questa avventura, ed è ogni volta emozionante veder crescere in lei l’entusiasmo per quello che ormai considera il suo lavoro.
- Descrizione di alessia e earwen in ricerca
- Certo ci sono state delle difficoltà
- Obbedienza
- Parto
- Talento nei figli
- Clicker training e associazione nostra
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