Un primo passo sarebbe convincere i proprietari ad andare da un professionista (magari quello consigliato da Scila). Lasciare valutare il cane (e i padroni!) e vedere insieme un programma e i risultati che si potrebbero ottenere. Sicuramente il minimo per la gestione quotidiana è raggiungibile da tutti. Poi magari non andrà in giro per i boschi libero, ma nemmeno attaccato al fondoschiena del compagno bipede di turno.