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Старый 28.11.2008, 12:14   #56
arnaldo_it
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avendo letto tutto piuttosto in fretta, forse mi son perso qualcosa per strada e me ne scuso.

Marco: l'argomento non è tabù, è capitato diverse volte di parlarne.
condivido comunque appieno l'approccio tuo - trovare una soluzione con l'aiuto di persona competente - e quello della tua veterinaria.

Fede ha esposto molto bene, l'ansia da separazione è una vera patologia e il cane sta MALE.

Nella terapia comportamentale umana c'è da sempre la diatriba tra chi sostiene o meno l'utilizzo dei farmaci. Me ne parlava tempo fa un amico psicoterapeuta con esperienza trentennale al quale ovviamente veniva da riflettere se convenisse una lunga terapia di analisi o un "facilitatore" quale un farmaco, ovviamente combinato con la terapia, perchè i farmaci da soli servono a ben poco.

Ma gli uomini sono una cosa, i cani un'altra e non puoi certo sottoporli a psicanalisi con percorsi interiori vari. Diverso è anche il modo di metabolizzare i farmaci, quindi è fondamentale che sia un veterinario a controllarne la somministrazione.

Personalmente sono favorevole all'uso controllato dei farmaci in questi casi, perchè, ripeto, il cane sta davvero MALE e non capisco perchè lo si debba fare star male più a lungo del dovuto.
ATTENZIONE si parla di ansia con quei fenomeni descritti da Fede, cioè di una patologia, mica di qualche attività distruttive perchè il cane trova divertente fare certe cose (perchè si annoia o perchè gli piace il sapore del legno per esempio o fare un bel casino per casa perchè nessuno gli ha insegnato che non si fa o magari per la competizione con l'altro cane di casa).

Per quanto riguarda la terapia comportamentale, uno dei primi libri che mi trovai a consultare, fu quello dei coniugi Hart (psicoterapia comportamentale del cane e del gatto). Era un libro della metà degli anni ottanta se non ricordo male, ma le tecniche descritte sono sostanzialmente ancora valide.
Deve esser chiaro che il cane non viene messo in condizione di "rimbambimento" - e infatti non è assolutamente il caso di Marco - perchè altrimenti non ci sarebbe praticamente nessun apprendimento. Il dosaggio lo stabilisce il medico e va progressivamente ridotto.

Dal punto di vista tella terapia comportamentale, con o senza farmaci, i principi cardine sono comunque, da un lato la desensibilizzazione sistematica e controndizionamento e dall'altro il flooding (che di sicuro non è quello da usare se il cane è nello stato patologico, visto che serve per il trattamento delle fobie e tecnicamente consiste "nell'immersione" nello stimolo che genera la fobia finchè... gli passa... il problema è che se non gli passa peggiora o magari gli piglia pure un colpo)

Pertanto il lasciare il cane da solo per piccoli perioodi e progressivamente allungare, così come modificare la sequenza, si rifà al concetto della desensibilizzazione sistematica.

- Faccio per uscire quindi prendo giacca e chiavi della macchina. Le ripongo. Ripeto per qualche volta e vedo come si comporta il cane. L'ideale è che quando ignora o sta comunque tranquillo, procedo.

- Come sopra ma apro la porta e richiudo, ripongo il tutto

- Esco dalla porta e sto fuori qualche istante e rientro, ripongo.

E così via fino a uscire, andare fino alla macchina, acdenderla ecc e via via tutti gli step aumentando progressivamente il tempo.

Tutto questo va benissimo anche in forma preventiva.

Detto ciò, va ricordato che il cane è un animale molto abitudinario, quindi la passeggiata della mattina, le varie fasi quotidiane, l'addestramento, i momenti sociali ecc devono essere il più possibile codificati, ripetuti sistematicamente perchè il cane attraverso tali certezze si sente più sicuro e vive meglio (SOLO il cane??? )

Il cane è anche una spugna, assorbe tutto da noi, nervosismo, ansie, preoccupazioni o stati positivi.

Se noi siamo poco coerenti il cane sarà disorientato e si incasina.

Addestramento all'obbedienza di base: fondamentale per reciproche regole

Attivazione mentale, importante per insegnare al cane a "ragionare" a trovare delle soluzioni ai problemi, a non annoiarsi e a interagire anche col padrone.

E ancora, mettere un cane tranquillo con uno agitato difficilmente tranquillizza il secondo, più facilmente agita il primo.

Dunque le regole sono importanti, il modus operandi è fondamentale.

Il discorso gerarchico tipo non dormire sul divano e non stare a livello del padrone non è necessariamente legato all'ansia; così come non lo è il cibo a disposizione.
Però è vero che se il padrone applica le regole, gli sarà più facile tenere sempre in mente che le regole servono. Ed eviterà di umanizzare troppo il cane trasmettendogli tutte le ansie che inevitabilmente ognuno di noi si porta dietro consciamente o meno.

Non è molto diverso quanto avviene coi bambini: senza regole è un bordello e del resto è quanto stiamo assistendo a livello di educazione civica al giorno d'oggi.
Da noi si dice che "i fioi e i ca' come se i tè se i gà" cioè che i figli e i cani li hai come li tieni. Popolare ma efficace

Tutto questo non significa non dare attenzione o non coccolare o premiare il cane. Ma avere la consapevolezza di quello che si sta facendo.

L'ansia è presente in molte razze e solitamente di più in quelle che hanno temperamento elevato, voglia di fare e non fanno abbastanza. Dal momento che si tratta di animali sociali, nel momento in cui restano da soli ne soffrono molto (la peggior punizione per l'uomo è l'isolamento e lo stesso per il cane) e se non sono "addestrati" alla situazione possono sfociare in ansia, soprattutto se si tratta di soggetti dal temperamento elevato, molto curiosi e magari giovani o poco sicuri di sè.

In fase di valutazione caratteriale, si distingue un cane dal temperamento elevato da uno in stato d'ansia pe ril modo di reagire agli stimoli.
Il primo avrà uno sguardo attento, capacità di concentrarsi anche se pronto a scattare. Buona capacità di relazionarsi con l'addestratore.
Il secondo avrà uno sguardo anche un po' allucinato (occhi da cartone animato li chiamo io) qualunque rumore lo farà sobbalzare, non saprà concentrarsi, reazioni esagerate ecc.
Un soggetto così senza controllo in casa va in panico e combina ciò che sappiamo.

Dunque, coscienza che il cane non è un uomo. Coerenza.
Educazione e addestramento costante. sia come prevenzione che come cura.

Per concludere, un cane che abbia già manifestato tale condizione, può tornare a manifestarla nel tempo quando succede qualcosa che modifica la normale e rassicurante routine.
So che è fastidioso, ma si deve solo che fare qualche passo indietro e ricominciare. I risultati solitamente arrivano più velocemente.

Mi scuso se sono stato ... breve! perchè l'argomento non può certo essere trattato in poche pagine, ma spero di aver messo alcuni paletti che possano aiutare. Il cane non è un prolungamento di noi stessi, nè è fatto di porcellana
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Arnaldo
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