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Posto qua un bell'articolo.. perchè non voglio incasinare il forum con troppe discussioni
c'entra relativamente con le vicende Buio Luna & C. (sempre di cuccioli si parla, comunque  )!
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IL RAPPORTO, QUESTO SCONOSCIUTO
(Maurizio Romanoni)
A Perugia, come ti dicevo, c'era molta gente.
Penso di averne colta la ragione: il tema dello stage, il "rapporto".
"Carneade, chi era costui? Ruminava tra sé Don Abbondio ..."
(A. Manzoni, "Promessi Sposi" cap. VIII).
Ed io traspongo.
Il rapporto. Che cos'è, in fin dei conti, si chiedevano gli astanti?
Molti, purtroppo, neppure se lo chiedono, perché pensano di averlo ottenuto e, a mio avviso, sbagliano, infatti raramente colgo un vero, intenso, rapporto uomo-cane.
I volonterosi del centro Italia, invece, mi guardavano quasi a dire: "vediamo come te la cavi? Di questo tema si fa un gran parlare, i più se ne riempiono la bocca, ma noi ora vogliamo sapere che cosa ci dici tu".
Ho iniziato allora a parlare di Emma, della mia bambina. Della coperta da lei definita, non ricordo bene il perché, "pippa" e delle sue morbide frange.
I bisbigli erano d'improvviso cessati. Gli occhi un poco sgranati mi guardavano curiosi, allibiti, certo non poco sorpresi.
Emma, dicevo loro, ha incominciato a solleticarsi i palmi delle manine con le frange che era ancora piccina, molto piccina.
La guidava l'istinto al piacere. Un piacere senza dubbio erotico; e qui gli occhi dei partecipanti si sgranavano sempre più.
Invocava ed invoca a tutt'oggi, a quasi quattro anni di età, la "pippa", quando è afflitta, quando è impaurita e sempre quando si vuole rilassare per la nanna.
Lei, in quei momenti, è puro istinto e si muove sempre nel verso giusto al fine di migliorare il proprio benessere.
Noi adulti ci siamo ormai allontanati da questo stadio in modo, ahimè, per lo più irreversibile, tanto che neppure le situazioni oggettivamente più tenere, leggere e gradevoli riescono a rimuovere le nostre rigide barriere, certo originate da molteplici ed ormai remote cause.
E, quando ci troviamo tra le mani un cucciolo, dimentichiamo la celebre frase che il grande Shulz faceva recitare al suo disarmante Linus: felicità è un cucciolo caldo!
Crediamo, in tutta onestà, di godercelo, ma, in fondo, non stiamo vivendo veramente il "qui e ora", ma siamo già proiettati nel futuro. Sarà sano? Godrà di buon appetito? Tempra? Temperamento? Come organizzare i primi programmi di apprendimento? E, ancor prima, come gestire pipì e cacca?
Ed i tappeti? E i mobili d'epoca? E poi ... mai scordare di aggiornarsi sulle nuove tecniche di addestramento gentile, magari scaricando da internet le ultime elaborazioni. Ed il clicker training? Che bello! Quando iniziare?
E lui? Lui è accucciato. E' un batuffolo caldo, morbido e profumato. La natura, ben più saggia delle nostre dannate razionalità e cultura, gli ha donato le forme più adatte ad inibire l'aggressività ed a suscitare tenerezza, che noi, tuttavia, non siamo più attrezzati per leggere.
Lui è nel kennel o tra le nostre braccia, ma noi, in verità, non riusciamo a percepirlo per quella meraviglia che, in realtà, è.
Lui è la nostra "pippa", ma noi non troviamo le frange, che potrebbero alleggerire le nostre pene.
Riusciamo solo a pensare a quello che dovrà o non dovrà fare. In breve: pianifichiamo il suo futuro con noi e perdiamo, giorno dopo giorno, il meraviglioso presente.
Ma allora, vivaddio!, che fare?
Ora il silenzio tra gli astanti era così intenso da creare quasi rumore.
Semplice, ecco quella che io credo sia la prima ed imprescindibile chiave del rapporto.
Restare in silenzio, ad occhi chiusi. Annusarlo. Spingere il naso nelle pieghe morbide del suo pelo. Assaporare quello strano olezzo, che solo un cucciolo può emanare.
Cercare con le mani aperte i suoi punti più caldi e morbidi, gustando la sensazione che quei gesti ci trasmettono senza pensare a nulla o quanto meno lasciando che il pensiero si mescoli con le sensazioni fisiche, tattili, olfattive e che ogni proiezione nel "dopo" sia fugata.
Lui lo percepirà, si rilasserà e poi forse si ecciterà, cominciando ad "assaggiarvi".
Voi smetterete di essere per lui degli alieni di plastica, per divenire animali sinuosi ed espressivi. Non dispensatori di meri precetti, ma di calde emozioni.
Ma attenzione! Ancora una volta: non la sua reazione al vostro comportamento dovrà interessarvi. Questa verrà e sarà entusiasmante.
Voi, come Emma, dovrete semplicemente rinchiudervi nel vostro bozzolo e godervi la "pippa" e le sue morbide frange.
Accesa la fiamma il resto verrà. Verrà con il suo corredo di fiducia e volontà di collaborare. Verrà con sguardi adoranti ed attenzione costante. Verrà e sarà un tributo quotidiano, uno stupendo filtro che vi consentirà di sbagliare -- perché di errori è cosparso il cammino -- perché la fiducia è costante e, per lui, voi non sarete mai in errore.
Vi renderete conto di aver costruito, giorno dopo giorno, un solido piedistallo sul quale innalzare anche la più sofisticata attività agonistica.
Questo accadrà purché lo scopo non sia stato dettato da mero calcolo.
In tal caso, alla prima difficoltà sarà facile spazientirsi e mettere in dubbio l'"utilità" del dare. Ed il castello non potrà che crollare.
Il dare, infatti, non è certo la strategia per procacciarsi il massimo tornaconto.
Il "do ut des" è destinato a soccombere.
Nessuno è abile lettore quanto il cane.
Le strategie e le meschinità saranno smascherate perché sarete voi i primi a non essere in grado di sostenere nel tempo un rapporto intenso ed incondizionato, se non sorretto da una fortissima pulsione emotiva.
Vorrà, in tal caso, dire che non sarete riusciti a chiudere gli occhi e la mente ed a lasciarvi cullare dalle morbide frange della "pippa" nascosta sotto le spoglie di un cucciolo morbido e caldo . "
che ne pensate?
elena (ancora bambina)
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