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Old 19-06-2009, 12:35   #3
riko06
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Allora, con Riko abbiamo iniziato agility quando aveva circa 6/7 mesi, ma gli facevamo fare pochi ostacoli e senza sforzarlo nei salti (l'asta nei salti l'addestratore la metteva nell'attacco più basso). Questo perchè ancora non sapevamo che grado di displasia avesse e non volevamo correre il rischio di sforzargli eccessivamente le anche. Frequentavamo il campo una volta a settimana.
Riko si era dimostrato fin da subito molto ricettivo e "preso" dall'agility.
Poi, ad un anno di età, gli abbiamo fatto le lastre ed essendo risultato esente abbiamo iniziato a fargli fare agility in maniera un pò più seria.

Appena arriviamo al campo lasciamo Riko libero per 10/15 minuti, in maniera tale che si possa sfogare correndo, facendo i bisognini, bevendo e andando a salutare eventuali "spettatori". Poi si inizia il percorso, che in genere gli si fa ripetere dalle 7 (più frequentemente) alle 9 volte (se è in forma smagliante). Dopo un tot di serie (3 o 4) l'addestratore varia un pò il percorso, perchè se è sempre uguale l'attenzione di Riko decade.
Durante l'inverno per motivare Riko a fare il percorso ci è sufficiente ricorrere a dei premietti che gli piacciono molto, ma durante l'estate il suo appetito cala notevolmente e i premietti in genere diventano inutili; si passa quindi alle palline o a qualche giochino che possa attirare la sua attenzione. Ad ogni modo nei periodi caldi si tende a fargli fare meno serie, perchè Riko arriva a sera che è cotto dalla giornata.
Attualmente si fa una lezione (il mercoledì sera) con Riko da solo, mentre il martedì e il giovedì sera si fa quello di gruppo. Vedere Riko che fa agility libero nonostante la presenza di altri cani è una grande soddisfazione!!! Sinceramente non credavamo che ci saremmo mai riusciti, invece l'addestratore era sempre stato ottimista fin dal primo giorno.
Quindi andiamo al campo 3 volte a settimana.

Ma arrivare a questo livello non è stato per niente facile...

Durante la crescita di Riko la maggior parte delle volte era molto difficile attirare la sua attenzione e per lui ogni occasione era buona per "scappare" dal percorso; cominciava a correre per tutto il campo come un matto, poi si riusciva a rimetterlo in riga e come faceva i primi due salti ripartiva di nuovo per mete ignote...
E poi ha dovuto imparare un sacco di cose anche Emanuel per riuscire a condurlo bene.

Nonostante il tanto lavoro il nostro rimane un agility fatto a livello amatoriale, per esempio non sappiamo nemmeno quali siano le rogole base che vengono applicate nei campionati e non ci interessano nemmeno. Quello che ci importa è il legame molto forte che si instaura tra Riko ed Emanuel durante il percorso. Questa attività ci ha aiutato moltissimo durante la crescita di Riko e lui l'ha sempre preso come un gioco divertente. Quando arriviamo al campo è sempre felicissimo e ora sono rarissime le volte in cui non ha voglia di "lavorare" e generalmente, quando capita, c'è sempre una motivazione (per esempio se durante il giorno è stato molto caldo).

Quindi possiamo dirci molto soddisfatti, perchè per arrivare a questo livello ci abbiamo messo la bellezza di 2 anni.
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Emanuel, Valentina, Riko & Kaila
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