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Darkness
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MUORE CUCCIOLO A MURATA ( SAN MARINO)
14 Giugno 2011

Sono passate solo due settimane dal tragico evento legato all’esposizione internazionale canina che si è svolta a Murata e un altro cucciolo perde la vita mentre passeggia con il proprietario nella stessa zona.

Sabato scorso un lagotto, cane da tartufo, insieme al proprietario, stava battendo la zona dello stand di Murata, alla ricerca del prezioso tubero, quando, con molta probabilità, deve essersi imbattuto nell’ennesimo boccone avvelenato.

La povera bestiola ha manifestato sintomi simili a quelli dei cani coinvolti negli avvelenamenti precedenti e in pochi minuti è morto.

Sul giovane cane da tartufo è stata immediatamente disposta l’autopsia, effettuata dal dottor Battistini del servizio veterinario dell’ISS.

Il medico ha riferito che sicuramente è stata una sintomatologia gastrointestinale la causa della morte del cucciolo, che non presentava segni di traumi o altre patologie.

I residui di cibo sono stati inviati al laboratorio zoo profilattico di Brescia e ora si attende il responso per capire se si è trattato di avvelenamento e soprattutto, nel caso così fosse, se il veleno utilizzato sia quello presente nelle altre vittime.

Certo stanti i fatti, c’è poco spazio per i dubbi.
Bisogna anche dire che a parte la “battuta” fatta dai Gendarmi e dai volontari alla ricerca di esche immediatamente dopo la manifestazione di fine maggio, non è mai stata fatta una vera e propria bonifica della zona.

I casi a questo punto, se venisse confermato l’avvelenamento, sono due: o c’erano ancora presenti delle esche o il killer dei cani è tornato a colpire.

In qualunque caso purtroppo di deve contare una ennesima vittima.
Immediato anche un comunicato dell’Associazione Sammarinese Protezione Animali (APAS), che da mesi si batte per far comprendere la gravità della situazione ai settori di governo e relativi uffici competenti.

Nella nota alla stampa l’associazione esprime in maniera ancor più decisa, se possibile, il proprio disappunto per questo nuovo episodio e chiede alle istituzioni che cosa sia stato fatto in queste settimane per rendere le zone a rischio sicure, bonificate, tabellate e, soprattutto, chiuse al pubblico.

“Lo stand di Murata in particolare - sostengono - doveva essere immediatamente chiuso al pubblico, fino a quando la zona non fosse stata ripulita a dovere dalle esche, dal momento che ci risulta sia tutt’ora frequentata da camper di turisti con bambini e animali al seguito”.

L’Associazione mostra delle perplessità riguardo agli interventi messi in atto per evitare il ripetersi di tali episodi.
“Perché mai la Polizia Civile – si chiede - non è stata chiamata in causa per contribuire alla bonifica delle zone attraverso gli operatori per la bonifica ambientale?
Perché le Segreterie di Stato stanno sottovalutando questo pericolo che crea panico nella popolazione e guasta ancor più l’immagine di San Marino a livello internazionale?
Dove sono i necessari cartelli in lingua che avvisino i turisti del pericolo imminente per bambini ed animali?
Pertanto, quale esito concreto ha avuto di fatto l’ordinanza 05/2011?”

“L’Apas – conclude la nota - viene continuamente sollecitata dai cittadini preoccupati per la vita degli animali e per l’immagine del nostro Paese ma non è in grado di dare risposte plausibili in merito, per la necessaria riservatezza delle indagini, ma invita i cittadini a pretendere interventi efficaci da parte istituzioni e l’applicazione delle leggi che tutelano gli animali, la salute pubblica e l’ambiente. Assicura però che non lascerà perdere, che chiederà ancora una volta a gran voce, ricorrendo anche ad iniziative forti, il massimo impegno da parte delle istituzioni per limitare i danni e per assicurare alla giustizia l’autore o gli autori di questi crudeli reati”.

Continuano, intanto, le indagini della Gendarmeria per individuare colui o coloro che stanno attentando alla vita degli animali e alla salute pubblica.

Mentre si stanno ancora aspettando i risultati delle analisi sulle esche trovate a Murata nei giorni dell’expo cinefilo, in cui furono due i cani a perdere la vita. Dovrebbero arrivare la prossima settimana.

Intanto nei giorni scorsi sul sito del Kennel Club San Marino è apparso il seguente comunicato: “Nelle speranze che gli animi siano placati, trasmettiamo questo nostro secondo comunicato certi di essere capiti e non fraintesi per il dispiacere ed il dolore che Vi rappresentiamo in particolare modo ai Signori Espositori colpiti dalla tragedia e verso i quali è tutta la nostra amicizia, comprensione e solidarietà e verso i quali ci scusiamo in modo particolare per il nostro (a giudizio di molti) "inqualificabile" silenzio.
Questi giorni sono trascorsi in un susseguirsi di suggerimenti, idee e proposte che sono sul tavolo pronto ad essere adattate per una soluzione veloce che ci auguriamo poter al più presto comunicare a Voi tutti che ci leggete. Rinnoviamo le nostro scuse le più sincere che vengono direttamente dal cuore del nostro Presidente, della nostra Segretaria, dal nostro Consiglio e dal Kennel Club San Marino.”

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ANCORA CASI DI AVVELENAMENTO A SAN MARINO
26 Giugno 2011

fonte


Ancora una provocazione, che però non sembra sufficiente a intensificare il lavoro degli investigatori.

Ancora una volta, nella sfida tra il “killer dei cani” e le istituzioni a pagare sono solo i poveri amici a quattro zampe.

Dopo i bocconi che hanno avvelenato alcuni cani che partecipavano all’esposizione internazionale canina, luogo sorvegliato e almeno in quel momento tempio degli amanti cinofili con circa un centinaio di animali presenti, questa volta il “killer” non lascia esche nei parchi pubblici ma arriva a lanciarne alcune in un giardino privato.

Vittime incoscienti questa volta due cagnoline, Tea di 11 anni e Maja di 1 anno e mezzo, sole in quel momento poiché i proprietari si trovavano al lavoro.
L’abitazione si trova su una strada che porta verso il parco di Montecerreto, nel Castello di Città.

Una brutta pagina quella che si sta scrivendo a San Marino, che sembra connotarsi come una sfida da parte di quello che ormai per tutti è definito il “killer dei cani”.

All’inizio qualche esca avvelenata in alcuni luoghi pubblici dove solitamente si portano a spasso i cani, poi l’azione che sembrava l’apice, con l’avvelenamento degli esemplari presenti all’esposizione internazionale canina di Murata.

Adesso questa azione, decisamente forte e allarmante, con il lancio delle esche in un giardino privato fronte strada.

Avere un amico a quattro zampe a San Marino sta diventando un rischio, per la sua incolumità. Non è proponibile pensare di non poter tenere un cane in casa propria, nel proprio giardino, pensando che un pazzo possa avvelenarlo solo per sadismo.

Dura la reazione della popolazione, che a gran voce chiede cosa stiano facendo le istituzioni in merito e soprattutto gli organi preposti di polizia.

Da parte dei cittadini, delle associazioni ambientaliste e animaliste e dell’APAS, l’associazione per la protezione degli animali sammarinese, un messaggio che non lascia dubbi, non passeranno sopra a questo ennesimo assassinio.

Si formeranno gruppi di volontari per dare la caccia ai colpevoli visto che, secondo la cittadinanza, le forze dell’ordine non riescono a ottenere risultati.

Intanto i proprietari delle due cagnoline hanno presentato una denuncia in Gendarmeria. Presumibilmente si dovrà aspettare per avere il riscontro degli esami sul cibo ingerito dalle due meticce per capire se si tratti o meno dello stesso veleno che ha ucciso gli altri cani nei mesi scorsi.

I tempi purtroppo non sono brevi, si stanno ancora aspettando i risultati relativi alle vittime dell’esposizione canina che è avvenuta circa un mese fa, esattamente il 28 maggio scorso.
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Il grande silenzio dei cani ci consola delle futili parole degli uomini. Chaumont

Silence is the most perfect expression of scorn. G.B.Shaw

Last edited by Darkness; 03-07-2011 at 09:23.
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