![]() |
![]() |
|
Lupi e Cani-lupi Tutto sui "fratelli" del clc...anche informazioni su altre razze "lupine": Saarloos, Lupo Italiano... |
|
Thread Tools | Display Modes |
![]() |
#1 |
Junior Member
Join Date: Dec 2010
Posts: 284
|
![]()
E' tornata la paura del lupo.
L'allarme nel Cuneese: troppi danni alle greggi. Gli allevatori: vogliamo essere risarciti ![]() ![]() ![]() TORINO - È una guerra antica, quella tra lupi e pastori, che si rinnova proprio in questi giorni: secondo Coldiretti, che cita i dati forniti dal «Centro per la conservazione e gestione grandi carnivori» negli ultimi anni sono centinaia gli animali vittime degli attacchi del lupo in Piemonte ai quali si aggiungono le stragi provocate dai cani randagi. Nelle ultime settimane però, in particolare dopo l’attacco a 17 vitelli avvenuto in luglio nella Valle Tanaro, il problema della convivenza tra il grande predatore e la pastorizia è tornato alla ribalta mettendo in luce come gli indennizzi fino ad ora previsti per i danni da attacchi di canidi non siano più sufficienti. Il grande predatore, ora, percorre sempre più spesso i boschi e le valli cuneesi. Non è più possibile - dice Coldiretti - lasciare gli animali in alpeggio allo stato brado, impiegando il tempo in tutte le altre attività che caratterizzano il lavoro in montagna. Negli ultimi anni si deve vigilare di continuo su greggi e mandrie per proteggerle da attacchi «recinzioni elettrificate e cani da pastori spesso non sono più sufficienti per scongiurare il pericolo». Coldiretti chiede tra l’altro, alle associazioni ambientaliste, di organizzare turni di volontari che collaborino con i pastori alla sorveglianza delle greggi e delle mandrie, che i pastori vengano aiutati con indennizzi equi, che si tengano in considerazione anche i danni dovuti alla mancata produzione, gli aborti degli animali provocati dallo stress, le spese legate alla necessità di una maggiore sorveglianza e alla collaborazione di un aiuto pastore. Ma il lupo (se di lupo si tratta e non di cani randagi, e questo solo i veterinari possono dirlo, esaminando ad esempio il tipo di morsi, le circostanze dell’attacco, le tracce «sul campo») deve secondo molti ambientalisti poter continuare fare il suo mestiere, che è quello di predatore, di selezionatore della fauna e di valore aggiunto - non dimentichiamolo, è importantissimo - per la natura italiana, per le nostre montagne. Il turismo naturalistico, come insegna in questi giorni il Parco d’Abruzzo in relazione agli orsi, è un volano economico importante. L’Italia ha immense risorse paesaggistiche, culturali e naturali, che andrebbero sfruttate meglio, parlando dei grandi predatori senza preconcetti e senza evocare la becera e inutile scorciatoia degli abbattimenti. La convivenza con il lupo è possibile: vanno assistiti pienamente gli allevatori che subiscono danni, dicono gli ambientalisti, ma devono attrezzarsi tenendo le bestie nei recinti la notte, dotandosi di cani con collare chiodato, per sostenere una lotta altrimenti impari. Il progetto «arma bianca», ad esempio, del Wwf, propone da anni gli ottimi pastori maremmani. Certo, le cose per i margari sono cambiate e dobbiamo difendere gli ultimi lavoratori della montagna: meriterebbero uno stipendio elevato i giovani che vogliono salire d’estate a guardare le bestie. Prendersela col lupo, però, collegarlo all’abbandono della montagna, a qualcuno pare un po’ esagerato. Il lupo, dicono gli ambientalisti, deve rimanere nelle nostre valli, il suo ritorno è simbolo di natura rigenerata: non è un malvagio assetato di sangue, hanno fatto il loro tempo i soliti cliché, diffusi nell’alto medioevo o anche solo a una manciata di decenni orsono: «Il lupo perde il pelo ma non il vizio», «In bocca al lupo (e crepi il lupo)», «Se il lupo ti fissa negli occhi ti immobilizza», «Se una giumenta poggia lo zoccolo sulla sua impronta non partorirà più», e via sentenziando, fino all’hobbesiano «homo omini lupus» e ai moderni lupi mannari americani a Londra. La Cristianità lo ha voluto animale diabolico, simbolo di tutte le malefatte, ma il lupo è un animale schivo, coraggioso, malinconico, con olfatto e vista portentosi: avverte da lontano presenze estranee, sceglie con cura le prede più deboli, vecchie e malate. Può anche risalire le valanghe e cercare animali morti, o adattarsi e razzolare in una discarica, nelle zone più abitate. Perché mai dovrebbe fare più fatica, rischiare l’attacco a individui sani, in grado di difendersi al meglio? O addirittura all’uomo? Che pastori e allevatori si trovino e dialoghino con le associazioni ambientaliste, come giustamente propone la Coldiretti. Ben vengano, sin dalla prossima estate, turni di volontari che collaborino con i pastori. Pochissimi avranno la ventura di vedere il figlio della notte e il suo muso affilato, i suoi grandi occhi ipnotici: il lupo tende a volte lunghissimi agguati, «in sicurezza»; ne è stato visto uno, in Abruzzo, che è rimasto per tutto il giorno ad osservare le pecore di un recinto, nascosto in un cespuglio, in attesa del momento buono. Ma c’erano i cani, il momento giusto non è arrivato e lui è sparito, senza che nessuno avvertisse la sua presenza. http://www.lastampa.it/lazampa/girat...9&sezione=News |
![]() |
![]() |
|
|