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Originally Posted by Bonfiglioli
quando affermi che “si lavora e si soffre in silenzio”, le tue “sofferenze” personali le hai spiattellate bene in pubblico.
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Che palle! Le sofferenze personale le ho spiattelate un anno dopo che sono accadute. Non badate alla cosa, ma al come e al perchè...
Bwt, noto con piacere che almeno a qualcosa l'ambaradan è servito: sembra che si sia tutti diventati educati: tu che persino arrivi a ritoccare i tuoi stessi messaggi per sembrare gentile ed educata.
Sarò franco: non condivido il tuo modo di essere (e di vivere il cane), non condivido il tuo modo di disprezzare il prossimo (e puoi solo ringraziare il moderatore di aver cancellato gli unici messaggi di cui potevi veramente vergognare), e non ho nulla da togliere o aggiungere rispetto a quanto ho scritto. Negli scritti traspaiono già molte più informazioni di quanto si immagini.
Ai miei occhi sei la stessa persona che eri prima che ti arrivasse la tegola in testa e non vedo il motivo per cui fare sconti per pietismo.
Nulla di nuovo sotto il sole, passiamo oltre.
Ora, visto che il baillame nasce dall'aver infranto i tabu' rituali del lutto e del dolore mi permetto di dare (non consigli, che tanto saranno derisi come buttanate) ma semmai degli spunti sulla mia idea di dolore.
Non vedere la mielopatia e la morte come un nemico da sconfiggere. Accettala. E' il modo migliore per non caricarti di odio e rabbia superflui.
La serenità è tra le cose migliori da poter offrire ad un moribondo, forse ancora più per un cane per il quale i sentimenti del proprio padrone possono essere più importanti di quanto provi lui stesso.
Il lutto è una cosa intima che puoi affrontare solo da sola. Certo sfogarsi può dare sollievo momentaneo, ma è solo con te stessa che puoi affrontare la questione, vieppiù che i messaggi di cordoglio sono come gli auguri di natale: ciclostilati rituali.
Quindi fregatene degli altri: non devi mostrare, metterti in mostra e dimostrare niente. Sii autosufficiente.
Provi un immenso dolore perchè Forrest è una parte di te e della tua vita!?
Vero?
Sì! e no... prova a cambiare prospettiva: sei tu una parte di lui.
Pensa a Forrest, non provare dolore ma com-passione.
Lo so che ci stai provando, ma cerca di capire, sentire il cane, i suoi bisogni. Amore è fusione nell'altro. Amore è anche sereno distacco.
Se tu sei lui, lui ti dirà cosa è meglio per lui: se continuare a lottare per sopravvivere, se portarlo alle esposizioni (


) oppure se lasciarlo andare.
E' una cosa che solo tu e lui potrete sapere.
Mi auguro che la storia di Forrest ti lasci solo sorrisi e pensieri sereni per le belle cose che vivete e avete vissuto insieme. Non tanto per te (che mi resti cmq sul cazzo) quanto per il cane: la sua vita avrà avuto senso compiuto.